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ESPERIENZA D'ARTE COLLETTIVA
La realizzazione del tappeto "millecuori" per Istvan e Mari

Mari Nagi ed Istvan Vidak a distanza di vent'anni hanno organizzato un nuovo incontro in Ungheria, loro terra natale. Inge Evers era presente al primo incontro e da allora usa il feltro come pratica di arte terapia. Negli anni ha sviluppato tecniche di arte di comunità che coinvolgono decine e decine di persone in progetti collettivi. Sheila Smith è una colonna portante dell'International Feltmaker's Associastion, feltraia e didatta di grande esperienza, organizzatrice isuperabile. Sheila ed Inge hanno deciso, per ringraziare Mari ed Istvan, di chiedere ai feltrai di tutto il mondo un piccolo dono: un cuore in feltro allegato ad un testo che racconti qualcosa dell'autore ed un altro cuore prefeltrato.

Ad aprile sono andata, assieme ad una ventina di volontarie nelle aspre terre dello Yorkshire, in un ostello sulla riva del mare periodicamente isolato dalla terraferma dall'alta marea, per assemblare in un unico enorme tappeto tutti i cuori prefeltrati spediti da mezza Europa, ma anche dall'Australia e la Nuova Zelanda.

Le organizzatrici avevano inviato un documento in cui si spiegava lo spirito che avrebbe animato il lavoro, gli scopi e la modalità di operare. Al mattinoè stato creato rapidamente un grande 'foglio' di lana rossa, attraverso una tecnica particolare sviluppata da Inge.
In serata abbiamo iniziato il lavoro vero e proprio: da una scatola sono stati estratti, uno alla volta, i cuori. Ognuno di essi ha fatto il giro del tavolo, passando di mano in mano, in modo da prendere contatto con essi.

Al mattino dopo si è steso il fondo del tappeto, in lana finlandese, bianca, e su di esso, come stabilito la sera innanzi, sono state disposte fibre di merinos rossa, che disegnano una grande scala ascensionale, simbolo che protegge la soglia delle yurte, presso i popoli dell'Asia Centrale. Il tappeto difatti è stato concepito come porta, non oggetto calpestabile. Strisce di plastica sono state stese in modo da creare delle tasche, in cui mettere piccoli messaggi-ricordo. E poi finalmente è arrivato il momento di disporre i cuori, sulle tracce rosse, uno alla volta, con cura. Trovare soluzioni che sodisfacessero tutte le presenti ha richiesto tempo e ripensamenti, e così si è conclusa la seconda giornata del nostro lavoro.

Il giorno successivo abbiamo iniziato il processo di infeltrimento, a mano, infine abbiamo arrotolato il nostro tappeto, coeso ma molto delicato in un grande rotolo.

Ed eccoci arrivate al quarto giorno dell'opera: abbiamo pensato ad un messaggio da imprimere sul rovescio del tappeto-porta, che sarà osservabile da entrambi i lati. Il testo è stato ritagliato nel grande foglio prodotto all'arrivo. Con attenzione abbiamo fatto aderire le lettere al fondo, massaggiando con le mani insaponate.

Il penultimo giorno è stato interamente dedicato alla follatura, un po' all'interno working room dell'ostello, un po' all'esterno, in riva al mare. Rotolando, di buon ritmo e infine pestando con i piedi scalzi, a mo di danza. Chi era stata a far tappeti in Kirkisistan ha messo a disposizione tecniche e canti così la fatica è stata alleviata.

L'ultimo giorno è stato dedicato alla cerimonia di presentazione ed offerta del dono a Mari ed Istvan, si son fatte le prove e tristemente si è tornate piano piano alla 'vita normale', dopo una settimana, intensissima, in cui "lavorare e stare assieme si sono fusi con il mio cuore ed la mia anima al modo del feltro: leggero come la piuma, forte come l'osso, bianco come la neve, come recita un'antica preghiera mongola".

si dispongono i pre-feltri
Inge Evers coordina il lavoro
si infeltriscono i cuori
la follatura