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CORSO RESIDENZIALE
SULLA REALIZZAZIONE DI TAPPETI
usando la lana locale

Durante l'estate del 2003 ho incontrato per puro caso i fratelli Giannini: nei pressi dell'Abetone gestiscono l'attività di famiglia, un lanificio in cui si lavora ancora la lana delle pecore locali. Lane povere: le massesi, e le appenniniche.
Pecore allevate per la carne le cui lane sono gettate via o vendute per qualche spicciolo. Loro le lavano e le cardano, le filano anche, per la tessitura e per fare calzini pesanti.

Cielo e Magda sistemano i bordi

Con questa lana ho tenuto un seminario di due giorni a Porchiano del Monte, nei pressi di Amelia, grazie all'invito della amica Cielo Pessione, che si vede qui in alto.

La lana si è dimostrata adatta, specialmente quella scura: la massese.

La lana scura e la grigia hanno colori simili ed il contrasto è troppo poco.


valutazione dei risultati

lana tinta sfumata

Abbiamo iniziato facendo delle prove: da una falda prefeltrata i partecipanti hanno ricavato delle forme che hanno usate per i decori.
Come appreso da Mari Nagy, ed Istvan Vidak, abbiamo tagliato la falda in modo da usarla tutta, in forme positivo/negativo.

Dopo i vari passaggi e un'energica follatura accompagnata da canti e molte risate siamo andate al vicino lavatoio, dove facilmente abbiamo sciacquato i lavori.

Si scaicquano i tappeti al fontanile

Poi abbiamo valutato tutte assieme i risultati, prima di iniziare l'indomani la realizzazione di un progetto più ambizioso

Ognuno così ha avuto modo di capire come la lane si mescolano nella feltratura, per poter stabilire quali colori mettere sia nel decoro che negli strati interni del tappeto.

Uno dei lavori realizzati l'indomani è il tappeto di Aurora