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Ho lungamente desiderato recarmi in Africa e più precisamente in Ghana
per vedere come sono realizzati quei magnifici tessuti noti col nome di KENTE.

Nel marzo del 2001 il mio compagno, l'artista e tessitore Luciano Ghersi mi aveva preceduta: era stato in un villaggio Ewe nella regione del Volta dove aveva avviato una ricerca filosofico-antropologica sul tessere in Africa.

Aveva deciso di concentrarsi sulla tessitura del popolo Ewe perché è più varia di quella Ashanti, e generalmente meno studiata. E quindi non era andato a Bonwire o a Kumasi, i centri tessili della terra Ashanti, molto celebrati ma ahimè oramai un po’ troppo frequentati da un turismo frettoloso e poco attento alla qualità. Si era diretto ad est, verso Agbozume, una piccola nella quale si tiene il più importante mercato dei tessuti dell'Africa occidentale, e si era fermato a Klikor, un villaggio poco distante.

Era tornato entusiasta, con un piccolo ma prezioso carico di strumenti: licci , pettini , navette ... un quaderno fitto fitto di appunti ed una scatola contenente più di cento frammenti di tessuto, il corpus iniziale di quella che è diventata la collezione Afevo, tessuti domestici del popolo Ewe.
Afevo
in lingua Ewe vuol dire ‘tessuti di casa’, ossia destinati al consumo interno, fatti con cura, usando materiali di qualità e con motivi tradizionali, conosciuti da tutti e significativi per la vita collettiva.
In quanto assistente alla ricerca del Blakhud Research Centre Luciano era stato incaricato di organizzare la collezione tessile dell'annesso museo. I pezzi originali adesso si trovano a Klikor, ma sono comunque visibili sul web.

 
   

Fra i tessuti raccolti ve ne erano alcuni che ho trovato subito molto interessanti. Luciano li ha raccolti in una sezione chiamata Kpevi in lingua Ewe. Questi pezzi mostrano tutti delle slegature in ordito, ad arricchire la tela del fondo.

Era inevitabile che io guardassi quei tessuti con l’occhio analitico del tessitore occidentale. Ho una formazione tessile scolastica: cinque lunghi anni trascorsi presso l'istituto d'Arte della mia città e un diploma in arte del tessuto". Poi ho frequentato seminari estivi e corsi d'approfondimento, e a mia volta, ho iniziato ad insegnare, oltre dieci anni fa.
Sono nata a Firenze, una città totalmente ripiegata su un passato di splendore, ricca di storia e di musei.
Inoltre collaboro da anni alla Fondazione Arte della Seta Lisio, un'istituzione nata per perpetuare la cultura tessile del rinascimento e più in generale per preservare e studiare le tecniche tessili del passato.

frammento di tessuto dalla collezione Afevo

 
    Alla Fondazione Lisio insegno tessitura operata, attività che si basa su un'attenta analisi di campioni di tessuto e sono stata formata allo studio e catalogazione dei tessuti antichi.
Inevitabilmente ho sviluppato delle abitudini e una relativa forma mentale: appena vedo un tessuto cerco di capire come viene tessuto, per, eventualmente essere a mia volta in grado di realizzarlo. Così anche i campioni afevo sono stati osservati con la lentina, l’aghetto ricurvo ed un foglio per prendere appunti.