A Campotosto, da Assunta

Il 5 agosto, negli anni passati, siamo andati a Campo Imperatore per assistere alla Rassegna Ovina: è un momento atteso nel calendario della Scuola Estiva. Molti allevatori portano le greggi nella spianata che accoglie la manifestazione e, oltre a vedere tantissime pecore e paesaggi splendidi, con questa gita abbiamo occasione di conoscere aspetti della vita pastorale.

Quest’anno la grave epidemia di febbre catarrale ovina ci ha privati di questa giornata all’aria aperta, giornata che di solito conclude il nostro soggiorno a Navelli. Troppo pericoloso portare diverse greggi nello stesso luogo, così abbiamo deciso di andare a Campotosto da Assunta Perilli, la tessitrice-custode delle tradizioni abruzzesi.
In un paio di edizioni Assunta è venuta a Navelli ad animare un laboratorio di fattura dei materassi al modo antico, ma era da due anni che non la vedevo. Così mi sono iscritta con entusiasmo ad una giornata che prevedeva oltre alla visita al suo laboratorio, la realizzazione di sandali in collaborazione con Cesare, artigiano calzolaio di Spinetoli nelle Marche.

Non sapevo bene cosa aspettarmi, anche se ero certa che sarebbe stato divertente: Assunta è un vero spasso, oltre ad essere abile artigiana e profonda conoscitrice delle tradizioni abruzzesi. Anni fa la inviai a tenere un laboratorio di filatura in una edizione di Feltrosa che era stato un vero successo.

Il tragitto fra Navelli e Campotosto è bellissimo, al ritorno era addirittura magico, con una leggera foschia che avvolgeva vallate e montagne mentre il sole calava lentamente. Già quello meritava il viaggio!

Paola tesse al “Telaio della Tradizione”

Ma andiamo con ordine: la prima cosa che abbiamo fatto è stato visitare il laboratorio di Assunta, quello ospitato in una casetta di legno, da che il suo è crollato a causa del terremoto. Accanto a molti lavori realizzati a telaio da Assunta e altri frutto di collaborazione con altri artigiani, campeggia un grosso telaio antico: il “Telaio della Tradizione”, per usare le sue parole.
Ciascuna di noi avrebbe tessuto due strisce di stoffa per una coppia di ciabattine con robusta suola di cuoio. Iscritta anche io al corso, non ho esitato a tessere sul vecchio telaio montato con un ordito in robusto cotone color avorio. Come trama potevamo scegliere fra molti diversi filati.

Roberta si cimenta al Telaio della Tradizione aiutata da Assunta

Ho scelto un cotone color turchese, mentre Assunta dipanava una matassa di vecchia canapa filata a mano. Terminati i miei 26 centimetri di tela sono andata da Cesare per la confezione della calzatura. Ho così visto le suole precedentemente preparate sulla nostra taglia e tutti gli strumenti necessari. Primo passaggio da Tommaso, fisico ricercatore e sarto per passione, un altro amico di Assunta, che macchina da cucire alla mano ha foderato il mio tessuto con della tela bianca. Sono seguiti tutti i passaggi, inserimento del tessuto, incollaggio e rifiniture.

Subito dopo di me si è accomodata al telaio Paola, mentre le altre intrecciavano i loro frammenti su dei telai a cornice.

La tessitura con i telaietti procedeva più lenta, per ovvi motivi, così subito dopo le mie è stata la volta della fattura delle ciabattine di Paola, mentre Roberta, concluso l’intreccio della prima fascia sulla cornice, ha voluto provare a tessere sul telaio grande.

Via via che si completavano i tessuti andavamo dal ciabattino, molto meticoloso e preciso nel suo lavoro. Il tessuto di Cecilia era risultato più largo alla base e via via più stretto: niente paura, Tommaso ha provveduto a cucirlo su una fascia in denim, con accurate cuciture a contrasto. Ne è risultata la coppia di ciabattine più riuscita, davvero stilosa!

Le prima quattro paia pronte. Roberta calza le sue, quelle turchesi con le righe bianche sono le mie

Eravamo in otto, per tessere ed assemblare ogni paio di ciabattine occorreva tempo. Alcuni tessuti erano troppo stretti, problema risolto da Cesare aggiungendo delle belle fasce in pelle. Andavano poi rifilati i bordi, uniformato il colore, dato qualche tocco finale… insomma, fra una cosa e l’altra siamo arrivati a sera: tempo di mettersi in viaggio per rientrare a Navelli!

Salutati Assunta, Cesare e Tommaso poco prima delle otto, ciascuna con il proprio paio di calzature, abbiamo percorso la panoramica strada del ritorno.

A me sono venute un sacco di idee, sarà per l’anno prossimo!

 

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