Oggi ho tessuto sul telaio montato la settimana scorsa da Anna Maria e Sabrina, ho finito quel po’ di ordito che era rimasto avvolto sul subbio. La caffettiera da 6 tazze è stata smontata e riposta, le navette raccolte e portate nella stanza dei telai, le lane aspettano di essere sistemate: una settimana di grande fervore creativo si è conclusa domenica, quando abbiamo accompagnato Rossana alla stazione.
Valentina era partita poco prima e pure Sabrina e Giulia hanno lasciato Porchiano in mattinata.

Ma iniziamo dal principio: per una serie di sfortunate coincidenze non si è potuta quest’anno organizzare la Scuola Estiva e si è pensato di organizzare degli incontri informali durante i quali condividere saperi e convivialità.
A fine luglio un gruppo di dieci appassionate si è incontrato a Saviore dell’Adamello, presso la Casa delle Streghe. Dal 17 al 23 agosto analogo incontro si è svolto a Porchiano del Monte, frazione di Amelia nella quale ho casa. Ho promosso l’iniziativa in modo un po’ defilato: era la prima volta che organizzavo qualcosa di questo tipo e gli spazi erano tutti da allestire. Ad esser sinceri, fino ai primi di agosto in casa regnava il caos più assoluto con scatoloni ovunque ed un grosso telaio smontato i cui pezzi erano sparsi in ogni dove.
Fuori dalla corte avevo steso ad arieggiare il tappeto realizzato anni fa in Turchia stendendo decorazioni in pre-feltro. L’indomani si sono cimentate Giordana ed Anna Maria e abbiamo avuto una nota colorata in un ambiente altrimenti grigiastro!

Valentina è arrivata il giorno prima dell’avvio ufficiale ed ha preso alloggio nella nuova stanza per l’ospite. Era prevista anche la presenza di un’altra ex partecipante alla Scuola, ma per motivi personali non è unita a noi.
Con una certa sorpresa nel corso delle settimane sono stata contattata da diverse aspiranti: qualcuna conosciuta alla Scuola come Rosaria, Claudia, Sabrina e Giordana, altre affacciatesi grazie al passaparola. Alla fine avevo contato 13 nominativi. Tre di loro si sono eclissate senza dar notizia di sé, qualcuna ha frequentato le prima 4-5 giornate, Claudia è stata con noi solo venerdì e sabato. Abbiamo avuto due partecipanti con lo stesso nome: Claudia, una giunta da Torino nei primi giorni, l’altra dalla vicina Terni.
la prima ad arrivare è stata Laura, giunta dalla Romagna ed alloggiata nei dintorni, decisa a feltrare e filare la lana del suo cane.
Cosa abbiamo fatto?
Tanta tessitura e tanto feltro! Il primo giorno Valentina ha mostrato l’uso del fuso e introdotto alla filatura alcune delle presenti, Rosaria ha portato il suo filatoio, dando ulteriore impulso a questa attività.
Ma la parte del leone l’ha fatta la tessitura: i due telai grandi collocati nella stanza al primo piano sono stati montati ed utilizzati da Valentina e Rossana. Un telaio a pedali è stato usato da Anna Maria e Sabrina, che si sono alternate in tutte le fasi dell’allestimento e della tessitura. Rosaria ha sperimentato una tecnica della tessitura popolare su un telaio da campioni, si è lavorato su tre telai a pettine liccio e Claudia ha preferito esercitarsi sul telaio a cornice: “non so fare niente” è stato il suo mantra, anche se dopo i primi due giorni era fluida sia nella filatura che nell’uso del telaietto.

A Rosaria ho proposto un rimettaggio tradizionale, uno di quelli a trame complementari che ho scampionato in Abruzzo nei mesi scorsi.


Si è tanto feltrato.
Lane varie, quelle del mio vasto magazzino – riordinando ho scoperto di avere scorte per lavorare anni! – e lane portate dalle partecipanti. Giulia è una designer che collabora con la Tessitura La Colombina ad un proprio progetto: Atelier Vetra. Ha portato con sé un grosso sacco pieno di lana alpina già lavata ma ancora da cardare. Ha trascorso ore con la cardatrice manuale a manovella ottenendo una lana che ha gran propensione a feltrare. Dopo aver realizzato un paio di pannelli, trasformati in seguito in un cuscino, ha chiesto se le mostravo come realizzare pantofole. Detto-fatto: 200 gr di lana sono stati stesi, la forma di pluriball inglobata e dopo una sommaria feltratura si è proceduto a tagliare il feltro ed inserire una forma da calzolaio. Ma il bello veniva dopo: per almeno un paio d’ore occorre compattare la lana a suon di colpi di batticarne e faticosa messa in forma. Sabrina affiancava Giulia, anche lei cimentandosi con lana reperita presso pastori del proprio territorio. Meno fortunata, ha abbandonato il proposito quando è stato evidente che la lana bianca di cui disponeva non era adatta: il suo stivaletto non si è infeltrito oltre una improbabile taglia 52… Fortunatamente ci abbiamo riso su

L’indomani ha usato della bergschaf naturale moretta di Spinnradl, una lana splendida che si adatta perfettamente a questo scopo.
Il lavoro ha presentato qualche difficoltà, produrre due pantofole uguali si è rivelato difficile – probabilmente la mia bilancia è molto imprecisa – così alla fine di pantofole ne sono state realizzate più paia.
In parallelo si cimentavano Giordana ed Anna Maria nel feltro piano mentre Claudia si applicava alla realizzazione di ciotole e contenitori.
Tutto questo lavorio veniva intervallato da pause caffè, pranzo e condivisione delle fette del melone e dell’anguria dell’orto di Rosaria: delle vere prelibatezze. E non ci siamo limitate a questo, anche Valentina ha portato verdure del proprio orto, pomodori, peperoni, melanzane che si sono aggiunte a quelle di Rosaria. I nostri pranzi sono stati sani e saporiti.

Le nostre giornate sono volate, mi auguro che siano state piacevoli e fruttuose per tutte, come lo sono state per me.
Su instagram si vedono nelle “storie” le foto caricate da Sabrina e da Valentina

